Progetto 7LUNE

Poesia, Arte, Musica e Cultura ispanoamericana

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FRIDA KAHLO: EPPURE NIENTE VALE PIU’ DELLA RISATA

 

Chi ha visto i quadri di Frida Kahlo non li può dimenticare. Le immagini che li abitano sono ricche di forza, d’intensità onirica, di surrealistiche visioni, grondano di passione, di gioia e di dolore. Nessuno come lei ha saputo addentrarsi nei meandri più profondi ed oscuri dell’esistenza per raccontare le paure e i desideri, lo strazio di un corpo vulnerato oltre l’umana capacità di sopportazione, la risata e il tormento, con una profonda fisicità coloristica e simbolica.

Tutti conoscono la sua vita variopinta, intensa e travagliata, vissuta fino in fondo, senza rimpianti. Eppure, pochi conoscono di lei la sua parte più intima e nascosta, che si esprime attraverso la scrittura del suo diario, delle sue lettere e della sua poesia.

La sensibilità che attraversa la sua opera pittorica si esprime anche attraverso la scrittura, fatta di parole vivide ed appassionate, nei versi dall’intensità intrisa di misticismo carnale che dedica a Diego Rivera, nel ritmo spiazzante della sua ironia, nella sua fede inestinguibile nei confronti del popolo messicano.

Frida Kahlo è una donna completa, che esula da ogni stereotipo e che esprime la sua bellezza non omologata, rivendicando una corporeità ferita, storpiata e perciò unica.

Veste gli abiti tradizionali del suo popolo, di cui va fiera, ma al tempo stesso la sua sessualità è ambigua, la sua originalità la conduce ad oltrepassare ogni confine, a scardinare ogni categoria, ad essere per molti spiazzante, imbarazzante.

 

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn nasce a Coyoacan, il 6 luglio del 1907 da Guillermo Kahlo, un tedesco-ebreo-ungherese e da Matilde Calderòn y Gonzalez,, messicana di origini spagnole e amerinde. Frida però dichiara di essere nata nel 1910 perché si sente figlia della rivoluzione messicana. Studia ad una scuola tedesca e in seguito alla Escuela Nacional Preparatoria, poiché aspira a diventare medico, ma a diciotto anni, in seguito ad un terribile incidente in tram, la sua vita cambia profondamente.

 

La tragedia es lo más

ridículo que tiene el hombre

pero estoy segura, de que los

animales, aunque sufren

no exhiben su pena

en teatros abiertos

ni cerrados (los hogares)

y su dolor es más cierto

que cualquier imagen

que pueda cada hombre

representar como dolorosa.

 

Costretta ad un lungo periodo d’immobilità, si dedica alla lettura e alla pittura. Ristabilitasi anche se solo in parte, poiché per tutta la vita continua a portare sul suo corpo le conseguenze dell’incidente, conosce il pittore messicano Diego Rivera, che rimane profondamente affascinato dalla sua pittura, così moderna ed originale. Nonostante la differenza d’età e l’indole poco affidabile di lui (era al terzo matrimonio) i due, l’elefante e la colomba, come vengono chiamati, si sposano, ma la loro è una relazione tormentata, a causa degli innumerevoli tradimenti di lui. Anche Frida, nel frattempo, ha varie relazioni con uomini e donne, Si separano, ma dopo un anno tornano insieme.

 

Diego:

Nada comparable a tus manos

Ni nada igual al oro-verde de tus ojos.

Mi cuerpo se llena de ti por dias y dias.

Eres el espejo de la noche. La luz violeta

Del relampago. La humedad de la tierra.

El hueco de tus axilas es mi refugio.

Toda mi alegria es sentir brotar la vida

De tu fuente-flor que la mia guarda para llenar

Los caminos de mis niervos que son los tuyos.

 

Poco tempo prima della sua morte le viene amputata una gamba. Muore nel 1954, a quarantasette anni. Le ultime parole che scrive nel suo diario sono: “Spero che la fine sia felice e spero di non tornare più.”.

 

La sua pittura fonde gli elementi della tradizione messicana classica con quelli della pittura surrealista.

La sua poesia è ricca dell’ardenza che la contraddistingue, in essa traspare il suo carattere forte ed appassionato, intensamente legato alla vita ed all’allegria, nonostante i conflitti e le lacerazioni che l’attraversano.

 

Mi Diego:

Espejo de la noche.

Tus ojos espadas verdes dentro de mi carne, ondas entre nuestras

manos.

Todo tú en el espacio lleno de sonidos - En la sombra y en la luz.

Tú te llamarás Auxocromo el que capta el color. Yo Cromoforo – La

Que da el color.

Tú eres todas las combinaciones de números. La vida.

Mi deseo es entender la línea la forma el movimiento. Tú llenas y

yo recibo. Tu palabra recorre todo el espacio y llega a mis células

que son mis astros y va a las tuyas que son mi luz.

 

Eppure, nonostante il pathos amoroso che emanano i suoi versi, Frida sa anche andare oltre:

 

Nada vale más que la risa y el desprecio. Es fuerza reir, y abandonarse, ser cruel y ligero.

 

Ed è così che ci piace ricordarla: colorata come il suo amatissimo Messico, combattiva, piena di risorse, di fascino e di forza creativa. Viva, vivace, sprezzante davanti a tutto il dolore che ha dovuto sperimentare. Indimenticabile.

 

 

LUCIA GUIDORIZZI