Progetto 7LUNE

Poesia, Arte, Musica e Cultura ispanoamericana

Associazione culturale - C.F. 90173560278 -

Sede legale Via Bari 6/9, 30020 Marcon (VE)

Sede operativa Quartiere Aretusa, 61 30173 Mestre (VE)

Il secondo grande autore della letteratura ispanoamericana che vi introduciamo è Mario Benedetti (1920-2009), uruguaiano ma figlio di genitori d’origine italiana. In gioventù lavorò come impiegato in un ufficio pubblico, esperienza che descriverà nei suoi più celebri racconti ma anche nella sua produzione poetica, come ad esempio in “Poemas de la oficina” (1956). Fondatore della rivista “Marginalia”, fu anche drammaturgo e saggista, con una cinquantina di libri pubblicati e tradotti in 23 lingue. Nella sua produzione in prosa si distinse per la critica alla massificazione della società e i conflitti tra l’essere umano e le strutture sociali che lo i-

ngabbiano. Dato il suo impegno politico dovette fuggire dall’Uruguay piagato dalla dittatura per soggiornare a Cuba, in Argentina,Perú, Messico e Spagna. La critica inserisce la sua produzione in versi nell’ambito della poesia prosaica e colloquiale, in cui s’indaga l’esperienza dell’uomo comune, i conflitti sociali e la realtà cittadina, a cui si aggiungono le coppie dicotomiche vita-morte, amore-odio, esilio-desexilio, termine da lui stesso coniato, in cui si dibatte la tensione fra avere e non avere rifugio, abitare o essere abitato. La tenerezza, la compassione, l’ironia, e un radicale carattere “antiprofetico” rappresentano sinteticamente la cifra stilistica dei versi che hanno reso questo autore uno tra gli scrittori latinoamericani più lette e amati in assoluto. Come bibliografia citerò qui solo una edizione italiana che raccoglie i migliori versi di Benedetti: Inventario. Poesie 1948-2000, a cura di M. L. Canfield, Firenze, 2001. Per le altre numerose opere e un approfondimento biografico si rimanda all’antologia citata o a numerose altre pubblicazioni che trattano la vita e le opere di questo autore. Lasciamo invece ora parlare i suoi versi, in alcuni “assaggi” che vi proponiamo qui di seguito: La mia tattica è guardarti/ apprendere come sei/ volerti bene come sei// la mia tattica è parlarti/ e ascoltarti/ costruire con parole/ un ponte indistruttibile// la mia tattica è restarmene nei tuoi ricordi/ non so come e tantomeno so/ con quale pretesto/ ma restare in te// (...) la mia strategia è che un giorno qualunque/ non so come e tantomeno so/ con quale pretesto/ alla fine tu abbia bisogno di me.

 

SILVIA FAVARETTO