Progetto 7LUNE

Poesia, Arte, Musica e Cultura ispanoamericana

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Il quinto grande autore della letteratura ispanoamericana che vi introduciamo è Gonzalo Rojas (1917-2011), cileno, figlio di un minatore e in gioventù lui stesso dedito a questa professione, impiegava le sue ore libere ad insegnare ai colleghi a leggere e scrivere. Gli studi di legge e letteratura lo portarono con gli anni a divenire professore universitario di estetica letteraria e direttore del dipartimento di spagnolo dell’Università di Concepción. Occupò anche incarici diplomatici a Cuba e in Cina, inoltre esercitò la docenza negli Stati Uniti e, durante la dittatura di Pinochet, in Germania e in Venezuela.

La sua poesia, pervasa da una straordinaria vitalità, presenta continue dualità: vita e morte, spirito e materia, linguaggio poetico e linguaggio colloquiale. La critica lo ha inserito nel gruppo surrealista raccolto attorno alla Rivista “La mandrágora” e nella Generación del ’38, assieme a Nicanor Parra, dal quale carpì l’aspetto dissacrante dell’antipoesia. Ma altre furono le sue –dichiarate- influenze: da San Juan de la Cruz e Santa Teresa d’Avila, a George Bataille, per giungere a Catullo. Anche se la sua opera esordì con stilemi delle avanguardie spaziò ben oltre, fino ad approdare all’esistenzialismo di Unamuno. I suoi temi sono principalmente l’amore, la strenua difesa della bellezza, la ricerca d’assoluto, finanche a un raffinato erotismo. Oltre ad essere un apprezzato letterato, Rojas si distinse anche come organizzatore di eventi culturali per la diffusione della cultura: ai festival da lui voluti parteciparono, tra gli altri, Allen Ginsberg e Mario Vargas Llosa. La sua carriera venne anche contrassegnata da alcuni tra i più prestigiosi premi letterari in lingua spagnola: il Reina Sofía e il Cervantes. Tra i suoi libri più apprezzati ricordiamo “Transtierro” (1979) e “Río Turbio” (1996). Per i titoli di altre opere e un approfondimento biografico si rimanda all’antologia citata o ad altre pubblicazioni che trattano la vita e le opere di questo autore. Lasciamo invece ora parlare i suoi versi, in alcuni “assaggi” che vi proponiamo qui di seguito, tratti dalla poesia “Carbone”: È lui. Sta piovendo./ È lui. Mio padre arriva zuppo. È odore/ di cavallo zuppo. È Juan Antonio/ Rojas su di un cavallo che attraversa il fiume./ (...) Madre, sta per arrivare: apriamo il portone,/ dammi quella lanterna, voglio andargli incontro io/ prima dei miei fratelli. Lascia che gli porti un buon bicchiere di vino/ così che si ristori, e mi stringa in un bacio,/ e mi punga con gli aghi della sua barba./ (...) Ah, minatore immortale, questa è la tua casa/ di rovere, che hai costruito tu stesso. Vieni avanti:/ sono venuto ad aspettarti, io sono il settimo/ dei tuoi figli. Non importa/ che siano passate tante stelle nel cielo di questi anni,/ che abbiamo seppellito tua moglie in un terribile agosto,/ perché tu e lei siete moltiplicati. Non/ importa se la notte è stata ostile/ per entrambi./ Entra, non restare lì/ a guardarmi, senza vedermi, sotto alla pioggia.//

 

SILVIA FAVARETTO