Progetto 7LUNE

Poesia, Arte, Musica e Cultura ispanoamericana

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Intervista ad Alessandro Cabianca

 

1. La scrittura per Lei é lotta o sollievo?

Né lotta, né sollievo. Per me è una necessità vitale.

 

2. Tre autori che hanno influenzato la sua opera.

Tre sono pochi, ma, se devo scegliere: Leopardi, Sbarbaro, Montale (e aggiungerei Pagliarani).

 

3. Nella sua produzione che percentuale la da l'ispirazione e quale la revisione?

L'ispirazione è un concetto "mistico" che non mi appartiene, la revisione è invece quella minima parte artigianale per verificare la compiutezza dell'insieme. Per me la scrittura è innanzitutto lavorio mentale di concetti generali che devono trovare forma attraverso il linguaggio inseriti in un più vasto sistema di leggere il mondo.

 

4. A che scopo scrive Lei?

Ogni scrittore che ci ha preceduto è arrivato ad un punto fermo nel raccontare il mondo; io, ovviamente scegliendo tra gli scrittori quelli che ritengo abbiano dato un vero avanzamento artistico e culturale alla società, comincio con una serrata analisi dei loro punti di partenza e di arrivo e da lì parto per proseguirne l'opera o il racconto.

 

5. A che etá cominció a farlo con proposito artistico?

Più che il quando credo sia importante conoscere il come e, come credo molti, ho iniziato in maniera piuttosto confusa come sfogo personale (sui 22 anni) che immediatamente, cioè solo poche settimane dopo il primo inizio, è diventato un preciso confronto con autori precedenti alla ricerca di un linguaggio personale per esprimere non sentimenti o emozioni, ma una visione del mondo.

 

6. Qualcuno ha sostenuto i suoi sforzi e l'ha appoggiata?

Scrivere poesia oggi vuol dire mettersi nella schiera dei visionari, visti con sospetto dai più e inseriti in una cerchia di carbonari, anche nel senso che nel sacco c'è solamente carbone. Ogni poeta è solo, specie se non pensa di essere un genio, e solo la certezza di stare compiendo un percorso unico, di cui conosce i punti di partenza e di arrivo, lo obbliga a procedere in questo nemmeno seguito dagli altri poeti che magari stanno procedendo nello stesso modo, ma per vie parallele e difficilmente comunicanti.

 

7. A cosa aspira per il suo futuro artistico?

Che il dialogo e lo scambio fra poeti fosse davvero sui contenuti e sulle forme del proprio fare artistico per mettere in comune gli sforzi di una sempre nuova lettura della realtà in forma di destrutturazione e ristrutturazione di contenuti che, consolidati, vengono fagocitati e resi innocui da una mercificazione perfino del sacro e del sublime. La poesia ha senso finché resta dirompente, è morta quando è antologizzata come opera da museo. Dante era vivo, ora anche Dante è morto. Vorrei cioé che il poeta non fosse eternamente postumo!!