Progetto 7LUNE

Poesia, Arte, Musica e Cultura ispanoamericana

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Intervista a Perla Rivera

 

1. La scrittura per Lei é lotta o sollievo?

La scrittura nel mio caso è cominciata come un sollievo, come una catarsi in una determinata situazione limite, poi posso dire che si è trasformata in lotta. Ho compreso che, potendo tramutare quello che vivo in poesia, posso ottenere molto, non solo con me stessa, ma anche denunciare, promuovere la realizzazione di un ordine migliore delle cose in questo mondo.

 

2. Tre autori che hanno influenzato la sua opera.

Ho conosciuto mentre studiavo all’università la poesia di Sylvia Plath, un’ opera carica di emozioni che mi ha rapito, poi è arrivato Fernando Pessoa e la sua oscurità nella quale mi sono identificata per gli episodi della mia vita. Devo inoltre dire che la pittura è un riferimento costante per la mia poesia e molte volte un quadro fa fiorire dei versi e sono un’ammiratrice della poesia impressionista e i suoi maestri.

 

3. Nella sua produzione che percentuale la da l'ispirazione e quale la revisione?

L’ispirazione arriva e ti sorprende, bisogna essere preparati, con un quaderno di appunti o qualsiasi cosa tu abbia sotto mano. Ci sono poesie che sorgono esattamente come ti sono arrivate e restano intatte. Quel momento magico in cui qualcosa ti lascia senza parole è molto importante e molto evidente nella mia poesia di carattere epigrammatico. Altre volte hai una bellissima idea e la lavori con molta dedizione. Considero che i due aspetti compiano un ruolo importante nella mia prassi poetica.

 

4. A che scopo scrive Lei?

Come dicevo prima, per ricreare l’angoscia che fa parte dell’essere, uno spazio estetico in cui si realizzi la catarsi. Per far scatenare questo grido interiore che uscendo cerchi di provocare un qualche impatto e provi a renderci più umani.

 

5. A che età cominciò a farlo con proposito artistico?

Dai vent’anni ho cominciato a conservare i miei versi e qualche anno dopo a mostrarli. La scrittura, fin da piccola mi è risultata gratificante. Mio padre scrive e mia madre era una lettrice vorace.

 

6. Qualcuno ha sostenuto i suoi sforzi e l'ha appoggiata?

Mio padre ha notato che avevo quest’inclinazione verso le lettere, le nostre conversazioni sempre finiscono con dei versi di Juan Ramón Molina - scrittore honduregno - una tazza di caffè e molte parole d’orgoglio e motivazione. Armando Maldonado, mio cugino e altro poeta honduregno, è stato un appoggio fondamentale per me. La mia famiglia mi sprona sempre a continuare a scrivere. Anche alcuni amici si sono interessati e mi hanno regalato dei libri e hanno orientato le mie letture.

 

7. A cosa aspira per il suo futuro artistico?

Vorrei continuare a scrivere per dare un qualche apporto alla Letteratura, causare attraverso le mie poesie più sensibilità in chi legge. Voglio lanciare versi che siano una carezza o un colpo basso, a seconda del contesto e dell’obiettivo al quale sono diretti. Amo l’arte e il mio più grande desiderio è essere artista finché termini la mia vita e anche oltre.